GIORNO DELLA MEMORIA, IL 26 UN INCONTRO ALLE OFFICINE UFO

L’appuntamento promosso da Comune, Pro Loco, Acca e Unitre      

‘Meditate che questo è stato’.

Il monito arriva nel 1947, due anni dopo la fine della seconda guerra mondiale e la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, da Primo Levi, lo scrittore italiano sopravvissuto alla terribile esperienza della deportazione e della prigionia, dopo essere stato costretto a immani sofferenze.

Il Comune di Casamassima, in occasione del Giorno della Memoria istituito il 27 gennaio attraverso la legge numero 211 del 2000, continuando a raccogliere il messaggio del chimico e saggista nato a Torino nel 1919, organizza – domenica 26 gennaio alle ore 18, presso il laboratorio urbano Officine Ufo, in via Amendola 28 – un incontro dal titolo ‘La Shoah, memoria e testimonianza’, con la relazione del professor Osvaldo Buonaccino D’Addiego, esperto in storia.

Interverranno a questo appuntamento, organizzato dal Comune di Casamassima con la collaborazione di Pro Loco, Acca e Unitre, il sindaco Giuseppe Nitti, l’assessore alla cultura Azzurra Acciani, il presidente Unitre Casamassima Giuseppe Carelli.

L’introduzione sarà a cura della vicepresidente dell’Unitre di Casamassima, Antonella Lingria, mentre le letture saranno eseguite da Marica Pace dell’Acca, l’associazione culturale casamassimese da anni impegnata sul territorio.

“L’indifferenza – osserva l’assessore alla cultura Azzurra Acciani – come dice la senatrice Liliana Segre, superstite dell’Olocausto e testimone della Shoah, è più colpevole della violenza stessa.
Il Comune di Casamassima ha voluto fortemente organizzare questo momento di riflessione, perché tenere viva la memoria del passato significa anche cercare di costruire un futuro migliore.
Domenica 26 gennaio vi aspetto alle Ufo, per vivere insieme questo appuntamento, al quale si aggiungono anche le iniziative promosse il 27 dalle scuole cittadine.
Primo Levi ci ha lasciato un insegnamento importante, invitandoci a meditare su quel che è stato. E noi sentiamo il dovere morale e civile di non lasciar cadere nel vuoto il suo monito”.     

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