UN CASAMASSIMESE CONQUISTA LA "NASA"

Categoria: Dalla sala stampa
Pubblicato Lunedì, 11 Febbraio 2019 09:27
Scritto da Stefano Pace
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Orgoglio, passione e un sogno che diventa realtà

Il nome della nostra cittadina, da un po' di tempo, irrompe nelle notizie che riempiono il cuore di gioia e di soddisfazione.
Soprattutto quando, nel bel mezzo di un telegiornale, sul piccolo schermo appare la bella foto di un ragazzo barbuto e sorridente che indossa una polo di colore blu con il logo della NASA.
Fin qui niente di straordinario direte!
Forse una notizia come tante altre, forse una nuova missione nello spazio che si appresta ad essere finanziata dall'ente spaziale americano, che tutti quanti conosciamo.
E invece no...!
Quando il giornalista pronuncia l'identità di quel ragazzo con la faccia pulita, allora ci si accorge che nella pronuncia di quel nome c'è qualcosa di familiare, qualcosa che ha a che fare con la nostra comunità.
Ed è quando si svela finalmente la provenienza che ci alziamo dalla sedia e ci incolliamo al video quasi a voler riavvolgere tutto e riascoltare tutto dall'inizio.

Si chiama Pietro MILILLO e ha 29 anni il ricercatore Casamassimese che lavora per l'Agenzia spaziale americana. In un suo studio recente, ha “osservato” sotto un ghiacciaio dell'Antartide occidentale, una caverna estesa quasi come Manhattan.
“Volevo fare l'astronauta ma viaggiare nello spazio resta un sogno: sono alto due metri e soffro di vertigini, sussurra quasi con senso di colpa. Perciò resto con i piedi per terra”.
Oggi a 29 anni Pietro Milillo, alla Nasa è approdato davvero.

"Ho un posto a tempo indeterminato, ma come scienziato, non come astronauta".

L’ultima ricerca della NASA porta al suo interno un nome tutto made in Puglia. Il dottore Pietro Milillo ha compiuto degli studi sulle calotte polari giungendo alla conclusione che il futuro di tutta l’umanità dipenda dal loro (non) scioglimento.

Pietro Milillo, il giovanissimo ricercatore che non ha ancora compiuto 30 anni, lavora per la Nasa, più precisamente nel Jet Propulsion Laboratory della California Institute of Technology. 

I suoi successi sono nati nella terra barese, in cui il ragazzo ha conseguito la laurea magistrale in Fisica presso l’Università di Bari, proseguendo i suoi studi sempre in Italia, in cui ha compiuto un dottorato di ricerca in Ingegneria dell’Ambiente presso l’Università della Basilicata.

Pietro Milillo è stato ben presto notato all’estero, luogo in cui ha pubblicato il suo studio dal titolo Heterogeneous retreat and ice melt of Thwaites Glacier, West Antarctica. L’articolo, pubblicato in questi giorni su una delle più prestigiose riviste internazionali, la Science Advance, è pronto per rivalutare tutte le precedenti convinzioni riguardanti l’ambiente.

LA RICERCA DI PIETRO MILILLO ALLA NASA

Lo studio di Pietro Milillo è partito dall’assunto che tutti gli scienziati siano preoccupati dallo scioglimento dei ghiacciai in zone del mondo non previste, come ad esempio in Antartide . Dopo numerose indagini, la scoperta tanto sensazionale quanto spiacevole: sotto il ghiacciaio 
Thwaites nell’Antartide dell’Ovest, è stata rinvenuta una fonte di calore radioattiva che ha contribuito allo scioglimento dei ghiacciai. Questo, probabilmente, porterà a uno scioglimento irreversibile di uno dei ghiacciai più attivi, con conseguenze catastrofiche riguardanti anche l’innalzamento del livello del mare di ben 65 centimetri. Una volta diperso, il Thwaites, grande quanto lo stato della Florida, potrebbero liquefarsi anche i ghiacciai adiacenti, il cui scioglimento provocherebbe un innalzamento del livello del mare molto grave, intorno ai 2.4 metri.

A capo della ricerca e aiutato da altri ricercatori, Pietro Milillo consiglia di monitorare costantemente la linea di confine sulle coste dell’Antartide tra ghiaccio ancorato a terra e galleggiante. Prima che la situazione degeneri ulteriormente, la scoperta si è rivelata utile per poter compiere degli studi circa lo scioglimento dei ghiacciai.

Grazie Pietro.